Estratto Sliding in Love

Concentrati. Non pensare… Con movimenti lenti, quasi impercettibili, mi avvicino alla splendida bestia di fronte a me, i suoi occhi profondi e vividi mi scrutano, senza più timore. […]

L’unica cosa importante ora siamo noi. Si avvicina e il mio cuore salta un battito, due, tre. C’è chi prova queste emozioni solo con l’amore, io le provo anche con i cavalli, ed ora il resto non conta.

Concentrati. Respira il profumo che emana questo animale. Sincronizza il tuo respiro con il suo. Come se potesse capire quello che penso, mi legge come un libro aperto e sfrega il suo muso sulla mia camicia, all’altezza del gomito.

Fidati di me…

Non contenta, continua a sfregarsi. Le accarezzo dietro le orecchie con delicatezza. Gradisce il mio contatto e sposta il muso e il collo in diagonale, abbassandosi appena, per invitarmi a non smettere.

Mi fiderò di te…

Ondeggia l’imponente testa su e giù, come se volesse rispondere per me, sì. Devo comunque essere pronta. O la va o la spacca. Non si torna più indietro. La fisso, immobile, con lo sguardo con cui si guarda il proprio innamorato e con l’emozione che mi scoppia nel petto, continuo a mantenere il nostro contatto. Non posso farci nulla, sei entrata nel mio cuore e sono fragile, perché, lo so, tu sei come me. L’ho capito dal primo istante, osservando il tuo dolore, così uguale al mio… Sospiro. Smetto di accarezzare il soffice pelo del suo collo e la guardo in tralice, perdendomi dentro i suoi enormi occhi marroni, luminosi e vivi, ma altrettanto dolci. Afferro le redini sul collo con la mano sinistra, umida di sudore, e infilo il piede nella staffa. La cavalla si tende come una corda di violino, ma non si muove. Sento il collo irrigidirsi, eppure i suoi occhi rimangono profondi e intensi. Non c’è traccia del bianco che li caratterizzerebbe, se avesse paura. Sento il suo sangue che pulsa nelle vene, muscoli tesi duri come roccia, sotto la spessa pelle grigia, il pelo biondo lucido, liscio come seta. Sento il mio cuore palpitare, linfa vitale ed emozione pura, come non era da tempo: mi ero lasciata assopire dalla mia agiata vita, solo tu, ora, mi ha risvegliata. Neanche il dolore che si propaga in tutta la gamba, può fermarmi. Mi spingo con la gamba destra, con un colpo di reni mi isso sulla sella, appoggiando tutto il peso sulla gamba sinistra. Controllo il movimento, per non gravarle sulla schiena.

Abbiamo fatto tanta strada per arrivare fin qui.

Due spiriti affini di due specie diverse.

Rimaniamo qualche secondo in attesa, studiandoci. Il mondo intorno a noi si immobilizza, come un vecchio orologio al quale sia finita la carica. Percepisco solo i nostri respiri e il battito del mio cuore, che martella la mia cassa toracica, come se volesse sfondarla. Non puoi neanche immaginare cosa significhi per me. È il momento, eppure aspetto, beandomi della calma, che sovente precede la tempesta. Mi lascio investire dall’infinità di sentimenti che mi trafiggono il cuore e mi spaccano il cervello.

Come colui disperso nel deserto da giorni, che trova l’acqua e non riesce a smettere di abbeverarsi, tu sei la mia oasi.

Con un leggero colpo di tallone chiedo alla palomina di avanzare. Lo stretto spazio del recinto permette di muoverci, senza il terrore di perdere il controllo.

Se fossi cielo, io sarei rondine, per vivere nell’azzurro e nell’immobilità delle candide nuvole.

La sabbia si solleva polverosa a ogni nostro passo. Il ritmico scalpitio dei suoi zoccoli ovattato è l’unico rumore che si può udire: persino gli uccellini, che si rincorrono cinguettando alle prime luci dell’alba, sono rimasti senza fiato davanti a questo momento, ermetici e schivi come il ragazzo che ci fissa da oltre la staccionata.

Se fossi mare, io sarei un delfino, per saltare tra le onde burrascose e nuotare nell’immensità del tuo silenzio.

Aumento l’andatura, partendo al trotto, con le mani alte e larghe indirizzo la cavalla chiedendole di fare qualche cerchio.

Ma tu sei ciò di più bello che la terra ha da offrire: madre natura ti ha fatto forte, come la roccia; ti ha fatto veloce, come il lampo e ti ha fatto bella, come un’alba estiva, che risplende dei colori del sole.

Il respiro si regolarizza e il mio cuore si placa. “Wooo” sussurro, provando a fermarmi, buttando il peso su entrambe le gambe come a schiacciare le staffe e aiutandomi con le redini.

La materia delle nostre anime ci accomuna, siamo fatte della stessa sostanza.

Tutte le risposte positive non fanno altro che aumentare la mia sicurezza e spingermi a chiedere sempre di più. Ripartiamo, aumentando il ritmo fino a rompere al galoppo. L’allegria che ha contagiato me, contagia anche la cavalla, che non mi risparmia un paio di sgroppate. Unite nel dolore e nella gioia, tu sei il mio sogno e la mia speranza. Jonathan si allarma e si sposta per intervenire, ma la contentezza dell’animale si placa, lasciandoci solo libere di correre, con il vento tra i miei capelli bruni e la sua chioma platino.

Inebriata dal senso di libertà, dominata dalla forza atavica e primordiale della natura, conquistata dai conquistatori di terre inesplorate, volo, toccando i confini più alti, perdendo i miei orizzonti, spogliandomi dalla necessità di controllare e lasciandomi addomesticare dalle mie passioni, da questo meraviglioso animale.

Potete sentire questo estratto letto dalla bellissima voce di Rosanna Lia

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Le parole hanno un grande potere. Possono piegarti al loro volere senza che tu riesca a proteggerti. Ti portano in mondi inesplorati. Angoli bui, sprazzi di sole. Calma, tempesta. Ti mostrano nudo. Inevitabilmente, Inconsapevolmente. Sei quello che sei. Non puoi nasconderti, né mentire. Perché quelle parole, quelle emozioni che tanto temi, sono te. E come te, si spera restino indelebili in chi saprà accoglierle. Anche se per un breve istante.

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“Ogni libro possiede un'anima, di chi lo ha scritto e di coloro che lo hanno letto. Di chi ha vissuto e di chi ha sognato.”

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